![]() |
Diario di sette gattiniIl piccolo “Caffellatte”Devo accedere a quel piatto colmo di latte tiepido! Mia madre non ne vuole più sentire di sdraiarsi per lasciarmi succhiare il suo latte. Anche i miei fratellini sono tutti lì, davanti alla porta della cucina, a bere il latte dal ciotolone che ogni mattina, la padrona di casa, mette fuori con molta premura. È molto allettante l’idea di avvicinarmi anch’io. Che sarà mai? Nessuno sicuramente mi farà del male! Ora cercherò di fare l’ultimo gradino che mi divide da quel gruppo, vediamo se riesco a vincere la diffidenza, la paura e la timidezza che mi dominano. Vedo che qualcuno si sta già leccando i baffi con gusto, saporitamente soddisfatto. Arrivo finalmente deciso, sull’orlo del piatto che immaginavo ancora colmo, ma purtroppo devo prendere atto che ormai è quasi vuoto! Mi accorgo così che è rimasto poco e niente. Mia madre Nerina mi guarda sorniona e par che dica: «Peggio per te, stupidone!» Ora che si è sdraiata, faccio ancora un tentativo per succhiare il suo squisito latte che non riesco ad eliminare dalla mente. Inutile! Non c’è niente da fare. Mamma se ne va per i fatti suoi in giardino, dove i passeri con il loro svolazzare qua e là, stuzzicano e distraggono la sua mente irrimediabilmente. Ecco qua! è proprio da stupidi avere perso anche stamani la mia buona occasione d’ingurgitare un po’ di latte. Zia Grigetta mi commisera con uno sguardo pietoso e mi dà qualche leccata sul capo, sulle orecchie e sotto il collo come per infondermi coraggio nell’attesa che mettano un altro piatto invitante sopra lo zerbino colorato, dove a stento riesco a stendermi, a causa del timore verso coloro che sono all’interno della casa.
Home page autore |
