Noi due

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CONTADINI NERI AL SUD

CAMPAGNA SICILIANA

NOI DUE

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CONTADINI NERI AL SUD
Il sole cocente
arroventa una terra stanca
da cui mani nere
strappano erbe
amare di sudore.
Gli uomini curvi
maledicono la fame vecchia
che li ha strappati
dalle loro radici.
Ai figli racconteranno
i loro cieli
e le barche che nel buio
li hanno gettati,
merce senza valore,
su spiagge sconosciute
e forse nemiche…


CAMPAGNA SICILIANA
Su una distesa di paglia bruciata,
dove qualche macchia scura
è data da pietre affioranti,
l’arsura sembra esalare dalle viscere
della sciara assolata:
nessuna nube procura il ristoro dell’ombra.
L’aria è ferma, quasi in attesa,
pronta a riempirsi di fremiti nuovi e leggeri
e dove ogni forma di vita
sembra sonnolenta e stanca.
Nel silenzio,
dalla calda terra si leva un corvo,
macchia nera in un tutto abbacinante,
quasi a sfuggire il caldo inferno
di violenza, di luce;
vola un po’ in alto,
ma poi ritorna in basso,
come colpito dall’inutilità del volo
ed in attesa, forse,
che, dall’alto,
giunga la lussuria di un alito
come desiderio di vita.
NOI DUE
Sprizzavamo scintille
toccandoci,
i nostri sguardi si incrociavano
e un lampo d’amore
trafiggeva l’aria.

Adesso, più quieti,
ci culliamo nello stesso letto grande.
Tu sei pelle della mia pelle,
sogno del mio sogno,
alito del mio alito.
Sei madre e sorella,
moglie e amante,
musa consolatrice
e ora io ti amo di più
anima della mia anima.

Siamo pur sempre come sassi
nel mare che s’infuria e si placa
e certo l’Egeo risonante
agita il nostro sangue
leviga i nostri corpi
uniti e disuniti dai flutti.

Cosa saremo domani?
Cosa avverrà del nostro amore
che fu miele e tempesta
che fu scintille e fuoco
che fu ghiaccio e angoscia?
Amore mio
rotoliamoci ancora insieme
nel mare di Vulcano e di Venere.

Sprizzeranno scintille più accese
i nostri desideri
nella trasparenza dell’acqua!

Gian Tullio Giara
poesia dedicata alla moglie Grazia Lipara



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