In questa breve opera Francesca Marenco Spanu ci offre uno spaccato di vita quotidiana dove i suoi versi prendono slancio verso un panorama di luoghi e di figure che l’autrice descrive come in una storia personale; che si allarga in una presa di coscienza del suo tempo e prende forma nelle proprie vicissitudini.
E così balenano personaggi semisepolti tra le pieghe enigmatiche del suo destino, protagonisti della sua avventura quotidiana e ordinaria che l’autrice presenta agli occhi del lettore con evidente puntualità: Mino, la mamma, Chiara, Germana, Luca, Annina, Giacomo, Pietro, Giovanni e altri.
A tratti affiora un accentuato movimento discorsivo che si colloca in un realismo intenso, ma tutto ciò serve all’autrice per meglio definire il suo discorso poetico.
Un esempio: “La strada lastricata, fra le case, / era teatro a monellucci scalzi: / un invito ad estrema libertà... / a me sempre negata! // Ricordo quel sentiero / pieno d’ombre e di umori,…
Ma, attenzione, la sua non è una testimonianza filosofica o storica, bensì lirica che attinge il valore della comunicazione dal suo stesso habitat introspettivo.
Versi come: “Nel grigiore silente / dell’anima / lacrime senza nome...” sono la materializzazione di un paesaggio interno che si esteriorizza nel territorio sensibile e più reale della vita quotidiana; attraverso un’estrema incisività. L’autrice non manca di dichiarare al lettore tutta la sua forte religiosità; e lo fa spesso con versi accorati che si arrendono a quel germe emotivo che, paradossalmente, le apre la vita a nuovi confronti: “Nel dolore è salvezza! / E vivo in Te, Signore, / quando viene il dolore…”.
Questa è la vita di Spanu! Queste le sue “Luci sui giorni,!


Pasquale Francischetti


Dal 10 Marzo 2010 sono 513 le pagine viste del poeta.Pagine realizzate da Alessandro Paliotti