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Macerata 1831PRESENTAZIONE DELL’AUTOREHome page autore |
| Questo racconto storico è nato dall’amicizia che mi ha legato al Colonnello Antonio Striscia Fioretti, uomo di vastissima cultura poeta, forse poco apprezzato per la sua congenita riservatezza, gentiluomo di vecchio stampo, sempre disponibile con tutti, generoso, competente epigrafista, mecenate di ogni iniziativa artistica. Nato a Senigallia il 18 luglio 1895, crebbe nell’etichetta di un mondo consapevole del proprio rango e la impronta di integerrimità gli restò per tutta la vita. Compì i suoi primi studi a Torino nella scuola “Monviso” e nel ginnasio “Massimo d’Azeglio”, trasferitosi con la famiglia a Jesi vi completò gli studi liceali, quindi si iscrisse a Giurisprudenza nell’Università di Roma. Interruppe gli studi per rispondere, nel 1915, alla chiamata alle armi. Frequentò l’Accademia militare di Modena, la scuola di Applicazione di Pinerolo come ufficiale di cavalleria, prese parte a numerose azioni di guerra, distinguendosi per spirito di sacrificio e coraggio, ciò che gli fruttò la Croce di Guerra. Nel dopo guerra ebbe incarichi diplomatici al seguito di 4 Governatori, fu in Libia addetto al consolato come esperto militare. Conclusa la sua carriera ebbe modo di dedicarsi alla letteratura, dando sfogo alla sua vena poetica, favorita da una profonda conoscenza linguistica ed una vasta cultura generale. A conferma di quanto detto ha lasciato una importante composizione poetica: “IL VOLO DEL FALCO” che lui stesso ha definito “poema sinfonico” edito da A. F. Formaggini di Roma nella collana “Poeti italiani del XX secolo”; anno 1928, fra cui figurano Massimo Bontempelli, Luigi Pirandello, Francesco Pastonchi, Francesco Chiesa. Si tratta di un’opera molto apprezzata dalla critica per la versificazione classicheggiante, per la delicata musicalità metrica che denota un elevato grado di competenza poetica. Con questa creazione Striscia cerca di focalizzare la figura del poeta, personaggio molto controverso, idealista, poco compreso, trascurato e, spesso, anche schernito che vive distaccato dalla realtà. Nell’intento di difendere un’arte riservata a pochi come la poesia egli, con ricchezza di simbologia e perfetta proprietà terminologica, paragona il poeta al falco, volatile ardimentoso, indomito, aggressivo, idealista, amante della solitudine. Negli incontri avuti con lui nacque l’idea di storicizzare un periodo poco conosciuto della vita maceratese, quello del 1981. Antonio Striscia, con la meticolosità che gli era abituale ha curato la parte storica, a me il compito di assemblarla in un racconto in cui si muovono personaggi veramente esistiti, sia pur sotto pseudonimi, ambienti attuali, fatti suffragati da documentazioni. Egli era solito ripetermi che i primi fermenti risorgimentali d’Italia si ebbero a Macerata, da qui il desiderio di rievocare quello che, forse, pochi conoscono; un omaggio a quanti, per questa unità d’Italia, hanno lottato e sofferto. | |
