Mario Merola
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Mario Merola è nato a Napoli nel 1928.
Tecnico ortopedico d'affermato valore e conosciutissimo,
si è avvicinato alla pittura da oltre trent'anni, prediligendo le nature morte,
da molti critici definite "nature vive" tale è la bravura di quest'artista.
Ha partecipato a numerose mostre, sia in Italia sia all'estero,
tra cui citiamo: Piacenza, Napoli, Capri, Vigevano, Scalea, Sorrento, Castell'Arquato,
Portici, Acerra, Svizzera, Russia e altre località.
Dal 1984 ad oggi ha ottenuto numerosi riconoscimenti e diversi premi in altre manifestazioni.
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"Colori pastosi, trionfo di giochi cromatici, oggetti, frutta, amalgamatisi in un campisuro caldo e avvolgente, in sapienti giochi di luce ed ombra.
Mario Merola dunque, è una speranza ed un faro, e coloro che posseggono sensibilità, riscoprono in lui una chiave di lettura per una realtà tutta da scoprire che può infondere speranza al nostro peregrinare affannoso, e non possiamo che dirgli "Grazie" per essre se stesso, un Artista come ce ne sono pochi!".
" (Claudia Turrà Pizzuto).
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"Nell'opera di Mario Merola c'è lampante il segno del talento.
Una pittura sostanziata da una tavolozza quanto mai ricca, un linguaggio ancorato al più
classico realismo un'armonia compositiva che dà ad ogni quadro la suggestione dell'atmosfera scenografica
nella quale le immagini hanno una collocazione coerente. Questo di Merola è il più
rigoroso realismo, quello, per intenderci che segue i canoni di Sciltian." (Giodi&Relois)
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"Le sue composizioni riflettono un grande interesse per il mondo della natura
e la consapevolezza delle grandi possibilità pittoriche offerte da taluni oggetti.
Autentica passione la sua, che trae origine dalla splendida fioritura della natura morta napoletana
e dal riflesso esercitato su quest'ultima dal naturalismo del Caravaggio.
Una pittura specialistica in senso tematico e tecnico, rapida e sicura, che precisa con acutezza
la natura degli oggetti e la loro qualità." (Franco Cortese)
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“Merola è un verista cocciuto ed ostinato.
Di un melone spaccato, se non ha dipinto fino all’ultimo seme e di una pala di fichi d’India se non ci ha dato tutto
fino all’ultima spina non è contento.
La sua ricerca è scrupolosa, le sue luci e le sue ombre hanno rigori inflessibili.
Ogni oggetto intanto sembra raccontare il proprio passato.
A Merola piace ciò che è caduto in disuso, ciò che viene trascurato dalla inesorabile corsa del tempo o
dalla travolgenza del progresso” (Prof. Emilio Buccafusca)
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"La doppia personalità di Merola si congiunge nel cammino di un Trentennio, sia come grande Artista in Ortopedia e come poeta del colore, nella sua Arte Coloristica e Figurativa Mediterranea.
A simboleggiare il mondo che muore attraverso la "Natura morta" lavora da molti anni e questa fervida attività ha dato all'opera di Merola il Soggetto del pieno successo in arte: la certezza del possesso di un mondo suo espresso con un linguaggio proprio".
(Carmine Persico).
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"La sua pittura sembra proiettarsi sulla telam dando vita a sentimenti e sensazioni che si ispirano alla sua franca schiettezza di essere fedele osservatore della natura, che determina una immediatezza espressiva ed un intenso rilievo materico.
Il suo stile ondeggia nello spazio per dare quel vivo senso di umana solidarietà, dove la ritrattistica per lui è simile alla natura morta, diffondendo il suo messaggio umano, ricco di spiritualità.".
(Aldo Zolfino).
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Studio: Vico S. Maria a Lanzati, 24 - 80137 Napoli
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